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Aggiornato al
25 mar 2008

 

In queste pagine troverete qualche ricetta di cucina ispirata a quella che si aveva nelle nostre campagne mezzo secolo fa ed anche qualche ricetta che si usava in occasione delle grandi festivita'.  Comunque ricette di una cucina povera, ma curata, e tale da farci talvolta rimpiangere le tavolate festose dei tempi passati, quando le famiglie patriarcali si ritrovavano assieme in occasione di cresime, matrimoni ed altri eventi piu' o meno lieti.

Antipasti Secondi piatti
  Crostini di fegato di cacciagione   TACCHINO ALLA GOSUTTA (golosa)
  Pane burro ed alici   Crescia sfogliata di Urbino
  Aringa sottolio   Cascioni ripieni coll'erba
  Antipasti delicati (e veloci)   Coniglio in porchetta
    Fegatelli di maiale nella rete
Primi piatti   Uccellini alla pancetta
  Ripieno per i cappelletti
  Pasta col pangrattato Piatti per la vigilia
  Ravioli di ricotta e spinaci   Stracciatella
  Ravioli di carne e spinaci   Sardelle alla puretta
  Pastasciutta Asciutta

 

  Dolci 
Bevande   Profiterole al triplo cioccolato
  Il Visner   Torta di mele (pasticciata da me)
      Torta quattro quarti
     
  Aggiornamenti di Pasqua Aggiornamenti di Carnevale
 

  Crescia di Pasqua (new)

  Miaggio
    Uovo sodo (new)   Castagnole
    Uova colorate (new)   Cresciole
 

  Tradizionali: Agnello al forno

  Cicerchiata
        Agnello in padella (brodettato)

 

 

      Coratella di agnello

 

        Cotolette di agnello  
   

A cura di Dino Betti

   

(Continua...)

Antipasti

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Non e' che gli antipasti fossero molto frequenti e certamente non appartenevano alla cucina giornaliera, pero' nelle "feste Grandi" (Natale, Pasqua, l'Assunta, i Santi,..) oppure nelle feste di famiglia non mancavano mai; l'antipasto piu' semplice era costituito da fette di salame o prosciutto o lonza finemente affettate ( il mio nonno materno diceva che nel salame per ogni acino di pepe dovevano essere fatte tre fette!), il tutto annaffiato dal miglior vino tenuto da parte per l'occasione. Ecco comunque alcuni antipasti più elaborati

Crostini di fegato di cacciagione

Una volta venivano fatti con il fegato della cacciagione da penna, ora e' un po' difficile trovarne e si puo' ripiegare su fegatini di pollo.

Ingredienti: 2 etti di fegatini di pollo, 50 grammi di burro, 2 cucchiaiate di aceto, uno spicchio d'aglio, alcune bacche di ginepro, 2 foglioline di salvia, sale e pepe

Mettere il burro con lo spicchio d'aglio in una padellina, far spumeggiare ed aggiungere i fegatini, cuocere a fuoco vivace per pochi minuti poi aggiungere l'aceto. Spegnere il fuoco (il fegato deve essere cotto ma ancora rosato all'interno) e tritare il tutto assieme al ginepro (se non c'è pazienza) ed alle foglie di salvia. Prendere delle fette di pane alte 2 centimetri, farle tostare in forno da entrambe i lati, spalmarle con il composto e servirle calde

 

Pane burro ed alici

Semplicissimo da fare  e usato talvolta anche per una merenda: bisogna prendere delle acciughe sotto sale, togliere tutto il sale possibile sotto il rubinetto dell'acqua corrente, aprire le acciughe a libro e togliere la lisca ricavandone dei filetti; prendere delle fette di pane morbido tagliate sottili, spalmarle di burro, porvi sopra qualche filetto di acciuga, coprire con una seconda fetta e sono pronte.

Una volta in campagna le acciughe sotto sale si acquistavano in scatole di latta di alcuni chilogrammi e venivano consumate come riserva durante l'inverno senza nemmeno togliere via il sale, infatti il pane di Urbino, senza sale, si accompagnava bene col salato dell'acciuga e la merenda consisteva di un'acciuga ed una fetta di pane. Talvolta, accompagnata da un piatto di insalata questa era anche la cena del venerdì. In alcune famiglie più facoltose si lavava via il sale alle acciughe poi queste venivano poste in un vaso di coccio e ricoperte d'olio d'oliva, pronte per i vari usi

Aringa sott'olio

Quando arrivava il freddo mio nonno portava a casa 5 o 6 aringhe cercando sempre di avere quelle con le uova (femmine) e non quelle con la "bottarga" perche' diceva erano "piò bòne"(io penso però che facesse così perchè duravano più a lungo),  poi le metteva in graticola e le faceva cuocere finchè si asciugavano bene, quindi le sfilettava accuratamente, metteva i pezzetti in un pentolino di coccio e li copriva di olio d'oliva e si conservavano per tutti i mesi invernali. Un pezzetto di aringa così conservato col suo sapore salato era l'ideale per condire una fetta di polenta messa in graticola.

Per farne un antipasto prendete delle fette di pane molto morbide (l'ideale sarebbero i panini al latte)  poi cospargetele semplicemente di un pezzetto di aringa trattata come sopra e spezzettata finemente e poi un pò di uova dell'aringa stessa. Il croccantino delle uova sotto i denti unito al sapore dell'aringa è una cosa deliziosa

Antipasti delicati (e veloci)

Prendere del pane morbido, tipo pan carre' , tagliarne dei quadratini di piccole dimensioni (4X4 cm), lavorare con una forchetta del gorgonzola finche' sia morbido
Prendere delle noci, sgusciarle e tuffarle in acqua bollente per una ventina di secondi e poi toglierne la pellicina
Spalmare su ogni quadratino uno strato di gorgonzola e sovrapporre un mezzo gheriglio di noce
 

Primi Piatti

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Semplicissima: Pasta col pangrattato
 
Ingredienti: spaghetti, aglio ,olio d'oliva, sale, pane secco grattugiato
Cuocere gli spaghetti al dente e condirli con un pugnetto di pane grattugiato precedentemente salato, aggiungere l'aglio a fettine sottilissime ed abbondante olio d'oliva, mescolare bene e servire subito.

Nota: Era un piatto veloce della cucina "povera"

Ripieno per i cappelletti

Mettere in una pentola un bel pezzo di burro (100 grammi), una stecca di cannella, il midollo di un osso di vitello e del prosciutto crudo a pezzetti, rosolare ed aggiungere almeno 4 tipi di carne tagliata a pezzi grossi come una noce: petto di pollo, petto di tacchino, maiale, vitello e, se ne avete, un petto di piccione.
Far rosolare bene la carne, salarla e peparla. Una volta rosolata passare carne e prosciutto col loro sugo al tritacarne e porre il passato sul fuoco.
A fuoco lento aggiungere un terzo del volume della carne di parmigiano grattugiato e, quando si sarà sciolto aggiungere una alla volta delle uova, aggiungendo il successivo solo quando il precedente sarà stato ben assorbito Fate il calcolo che per ogni etto di carne ci vorrà almeno un uovo.
Alla fine l'impasto deve risultare leggermente molle e viscoso.
Fare la sfoglia con uova, farina e un pizzico di sale, stendere la pasta e tagliarla a quadretti di 4-5 centimetri di lato, mettere su questi quadretti un mezzo cucchiaino di ripieno e chiuderli subito a "cappelletto".
Preparare un buon brodo di cappone e farli cuocere un po' al dente, spolverizzare di grana, mescolare, poi farli riposare alcuni minuti e quindi distribuire nei piatti.

Ravioli di ricotta e spinaci

Molto simile al seguente per la preparazione ma delicato e saporito. Era il piatto di magro per le feste che cadevano di venerdì

Prendere circa 300 grammi di ricotta, mezzo chilo di spinaci,  4/5uova. mettere in padella gli spinaci con uno spicchio d'aglio ed una noce di burro, salarli bene e fare insaporire: togliere l'aglio e tritare gli spinaci, metterli in una pentola assieme con  la ricotta mescolare bene a fuoco basso, aggiungere uno ad uno le uova sempre mescolando e non aggiungendo il successivo se il precedente non è stato assorbito bene. Stendere la sfoglia e su una metà fare dei mucchietti di ripieno, della quantità di un cucchiaino, distanziati 6/8 centimetri, ricoprire con l'altra metà della sfoglia , premere delicatamente con una mano cercando di togliere l'aria fra i mucchietti e tagliare con la rotella dentata.  Vanno cotti in acqua bollente salata poi conditi con sugo e formaggio grattugiato

Ravioli di carne e spinaci

Note: Era il piatto per le "feste grandi" di una volta

In casa nostra era il piatto del 27 dicembre utilizzando un pò dell'impasto per cappelletti avanzato
Prendere circa 200 grammi di ripieno per cappelletti, mezzo chilo di spinaci, 100 grammi di parmigiano, 4/5uova. mettere in padella gli spinaci con uno spicchio d'aglio ed una noce di burro, salarli bene e fare insaporire: togliere l'aglio e tritare gli spinaci, metterli in una pentola assieme con il ripieno e mescolare bene a fuoco basso, aggiungere uno ad uno le uova sempre mescolando e non aggiungendo il successivo se il precedente non è stato assorbito bene. Stendere la sfoglia e su una metà fare dei mucchietti di ripieno, della quantità di un cucchiaino, distanziati 6/8 centimetri, ricoprire con l'altra metà della sfoglia , premere delicatamente con una mano cercando di togliere l'aria fra i mucchietti e tagliare con la rotella dentata.  Vanno cotti in acqua bollente salata poi conditi con sugo e formaggio grattugiato

Pastasciutta Asciutta

Per 5/6 persone servono:
500 grammi di pasta tipo tortiglioni
2 litri di brodo
1/2 cipolla
300 g di fegatini e duroncini di pollo
formaggio parmigiano grattigiato (meglio pecorino se ne avete)
una noce di burro

In una pentola si scioglie il burro, vi si pone la cipolla tritata e si fa appassire bene, poi si aggiungono le interiora di pollo tagliate a pezzetti e si fanno insaporire bene, poi si portano a cottura con un mestolo di brodo. Quando sono quasi cotte si aggiunge un mestolo di brodo bollente e si butta la pasta, si incoperchia e si cuoce controllando, ogni tanto, che in fondo ci sia un po' di liquido e mescolando la pasta. Bisogna aggiungere un mestolino di brodo per volta quando manca e si cerca di tenere la pentola coperta il piu' possibile per cuocere la pasta a vapore. Quando la pasta e' quasi cotta si scoperchia a pentola e si mette una grossa spolverata di parmigiano grattugiato e si mescola in continuazione fino a che quasi tutto il liquido e' evaporato e la pasta sembra essere coperta di glassa

Non sara' della tradizione natalizia ma e' buona; nelle campagne si cuoceva cosi' la pasta fatta in casa senza condirla (spesso le tagliatelle o i tagliolini fatti senza uova) e l'unico condimento era dato dal brodo ristretto, pero' restava abbastanza liquida (tipo pasta e fagioli per intenderci) e se la massaia non era brava a fare la pasta quello che arrivava nel piatto sembrava colla

 

Secondi Piatti

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TACCHINO ALLA GOSUTTA   (golosa)

Serviva nelle campagne per cucinare i tacchini non più giovanissimi che sarebbero stati troppo duri da servire arrosto; per la ricetta è necessario avere un gambo di finocchio selvatico (possibilmente secco) da tagliare a pezzetti di 5-7 centimetri.

Ingredienti:
tacchino almeno 1 kg, burro 100g, prosciutto crudo in pezzi 150 grammi, dado da brodo, aglio 3 spicchi, finocchio selvatico tagliato a pezzi, sale e pepe.
Per il brodo carota, sedano e cipolla.

Tagliare le zampe, la testa e le punte delle ali al tacchino ed usarle per preparare un brodo;
in una larga pentola far sciogliere il burro, mettere l'aglio, il finocchio ed il prosciutto tagliato a pezzi, e quando è ben caldo  aggiungere il tacchino tagliato a pezzi e far rosolare molto bene;
mettere sale (poco) e pepe; poi aggiungere tanto brodo bollente da coprire il tacchino;
abbassare la fiamma, coprire la pentola e far cuocere da 2 a 4 ore (secondo la durezza del tacchino) a fuoco bassissimo. Alla fine resterà un sughetto ristretto e saporitissimo.

Per servire mettere una fetta di pane nel piatto, versarvi sopra 3 o 4 cucchiai di sughetto e mettervi un pezzo di tacchino assieme ad un pezzetto di prosciutto.

Note: Lo faceva mia madre quando era cuoca all'albergo Raffaello negli anni dal 1952 al 1958

Elaborata: Crescia sfogliata di Urbino

Impastare farina con uova ed un pizzico di sale, in ragione di un uovo ogni 100 grammi di farina, fino ad ottenere una pasta abbastanza soda ed elastica.
Far riposare qualche minuto poi col Mattarello (rasagnolo) tirare la sfoglia. Spalmare sulla sfoglia abbondante strutto solido e quindi arrotolare la sfoglia su sé stessa facendo in modo che lo strutto resti al centro, otterrete una specie di grosso cordone. Tagliare a pezzi di circa 25-30cm. torcendoli perché non esca lo strutto poi far riposare almeno 1ora al fresco (mia madre faceva l'impasto abbondante perché il risultato è migliore se viene conservato in frigorifero un paio di giorni allora alcune se ne cuocevano subito, altre dopo due giorni).
Stendere poi la pasta in forma di piadina e cuocerle o in una larga padella padella o, meglio ancora, sul testo di coccio girandole a metà cottura; quando sono quasi cotte (bastano pochi minuti) terminare la cottura su una graticola a fuoco basso per far perdere l'unto in eccesso.

Avvertenze: fare attenzione al fegato

Cascioni ripieni coll'erba

Mettere in padella degli spinaci con del burro e far insaporire bene. Mischiare mezzo chilo di farina con una bustina di lievito, aggiungere un pizzico di sale, 50 grammi d'olio, 100 grammi di latte e poca acqua, quanto basta per fare un impasto abbastanza sodo.
Lasciare riposare coperto mezz'ora poi dividere in pezzi e stenderli con il matterello in forma di piadina; stendere su metà di ogni piadina un po' d' erba e del formaggio (mozzarella o fontina o, meglio ancora caciotta di Urbino) richiudere bene ripiegando l'altra metà e passare in una padella antiaderente appena bagnata con una goccia d'olio, girare, con delicatezza, a metà cottura

Coniglio in porchetta

Anche per questa preparazione ogni famiglia ha la sua ricetta privata. Io fornisco quella che si usa da me,

Ingredienti:
Un coniglio di circa 1,2 kg, un trancio di prosciutto grasso (oppure una fetta di lardo) pancetta a fette, finocchio, sale e pepe.

Prendere un bel coniglio già pulito con il suo fegato, salare e pepare, tagliare il fegato a dadini, tagliare anche il prosciutto e mescolare al fegato, aggiungere al composto del finocchio selvatico secco a pezzi di 3-4 centimetrie e alcuni spicchi d'aglio senza cavarne la buccia, mescolare e riempire la pancia del coniglio che poi va accuratamente cucito con un filo di refe bianco, mettere il coniglio in una teglia con la pancetta sopra e sotto e porlo in forno senza altri condimenti a 200 gradi per circa 1 ora per ogni kg di peso - deve diventare di un bel colore rossiccio- girare a metà cottura.
Per servirlo togliere la pancetta croccante, le zampe e tagliarlo a fette cercando di mantenere unito il ripieno.
Disporre tutto su un piatto
.

Fegatelli di maiale nella rete

Ingredienti:
Fegato di maiale
Rete di maiale (viene fornita con il fegato)
foglie di alloro:

Per questa ricetta occorre poi una graticola ed un bel letto di braci ardente ma non troppo altrimenti cuoce fuori ma non dentro

Tagliare il fegato a pezzi grandi come noci poi avvolgere ogni pezzo in una parte di rete di maiale assieme ad una foglia di alloro, porre gli involtini su una griglia e girare spesso: il grasso della rete fondendosi condira' il fegato, quindi non servono condimenti. Salare a fine cottura e servire bollente magari su una fetta di "pulenta brustichitta"

Uccellini alla pancetta

Questa ricetta ci riporta ad un tempo lontano, attorno agli anni '30, quando in campagna, dopo le abbondanti nevicate, schiere di passeri giravano intorno alle poche case per trovare qualcosa da mangiare. In mezzo all'aia veniva messo qualche acino di grano sotto un mattone in bilico su un bastoncino di legno; il bastoncino era attaccato ad un filo e questo filo finiva dentro casa, ed un bambino dietro la finestra teneva in mano il capo del filo. I passeri affamati andavano a becchettare il grano, prima uno, poi due poi tanti.
Quando erano in buon numero bastava tirare il filo e poi andare a recuperare le carcasse degli animaletti che venivano spennate e pulite con ogni cura

Si prendeva poi del pane raffermo a cubetti e della pancetta di maiale a fettine; dentro ogni uccellino, salato e pepato, veniva messo un pezzetto di pancetta di maiale.
Si prendevano poi degli stecchi di legno (spiedini) e si metteva un cubetto di pane, un pezzetto di pancetta, un uccellino ripieno, un pezzetto di pancetta e poi si ricominciava con il pane.
Il tutto veniva posto su una griglia rovente e fatto cuocere a fuoco lento e mangiato poi con una bella fetta di polenta abbrustolita sulle braci

Oggi che siamo piu' "ecologici" e meno sanguinari possiamo sostituire gli uccellini con dei bocconcini di vitello, ma non e' la stessa cosa


 

Piatti per la vigilia

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Stracciatella

Ottima come minestrina di magro da preparare in fretta.

Ingredienti: brodo, un uovo a persona, un cucchiaio colmo di Parmigiano a persona, la buccia grattugiata di un limone

Portare ad ebollizione il brodo, deve appena fremere, a parte sbattere le uova con un pizzico di sale, aggiungere il formaggio continuando a sbattere ed aggiungere una grattatina di buccia di limone, versare il composto nel brodo bollente, Continuare a mescolare, bastano pochi minuti.
Servire subito la minestra bollente sempre mescolando.
E' ottima con del buon brodo, ma in caso di necessita' si puo' usare anche del brodo di dado.

Sardelle "alla puretta"

Anche questo e' un piatto piuttosto veloce, ma ottimo, provare per credere
Ingredienti: Sardine pulite 400 g, 4 cucchiai d'olio d'oliva, 3 cucchiai d'aceto, 2 spicchi d'aglio a lamelle sottili, prezzemolo.

Mettere in una larga padella su fuoco vivace l'olio, l'aceto e l'aglio, appena comincia a scoppiettare aggiungere le sardine e coprire per 2 o tre minuti, aggiungere il prezzemolo tritato e servire bollente

Bevande

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Il Visner

Anche se non e' la stagione giusta per prepararlo e' la stagione giusta per berlo, quindi vi faccio partecipi della mia ricetta per preparare il Visner o vino di visciole (oppure amarene).

Ingredienti per circa 5 bottiglie da 700 cc
2 Kg visciole (o amarene)
2 litri di vino nero
1 Kg di zucchero
1 stecca di cannella
Disfare le visciole (anche con le mani) e porle in un recipiente tipo damigiana con lo zucchero, il vino e la cannella intera.
Chiudere il recipiente con una reticella (vanno benissimo quelle che si trovano nei sacchettini di confetti) fermata con un elastico.
Mescolare ogni giorno per 40 giorni mattino e sera
dopo 40 giorni filtrare attraverso un telo pulito (non lavato con detersivi) e far decantare altri 10 giorni in un nuovo recipiente, quindi imbottigliare

Potete bere subito, ma anche far invecchiare:
Nota:
Le ricette sono tante: una per ogni famiglia sia per gli ingredienti che per le proporzioni
Per gli ingredienti: chi aggiunge una parte di alcool; chi mette i chiodi di garofano; chi aggiunge alcuni noccioli pestati con un batticarne

Dolci

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Torta di mele (pasticciata da me)

Ingredienti:
3 grosse mele
150 grammi di zucchero
100 grammi di farina
2 uova
1/2 bicchiere di latte
2 cucchiai di olio di semi
1 bustina di lievito
uvetta
pinoli (facoltativi)
cioccolato fondente a pezzetti (facoltativo)
pane secco grattugiato 3 cucchiai colmi

Sbucciare le mele, tagliarle a quarti e togliere i torsoli, poi tagliarle a cubetti piccoli.
Metterle in una terrina con uvetta pinoli e cioccolato, mescolarvi 2 cucchiai colmi di zucchero ed un cucchiaio di pangrattato
Accendere il forno a 180°
Imburrare una teglia da forno e cospargerla con abbondante pane grattugiato, scrollare l'eccesso di pane sul miscuglio di mele
A parte mettere 3 cucchiai colmi di zucchero, le uova e mescolare bene
Aggiungere la farina con il lievito, l'olio ed il latte in modo da ottenere una pastella abbastanza fluida, in caso aggiungere altro latte.
Versate le pastella sulla mele, mescolate e ponete tutto nella teglia da forno.
Prendere il rimanente pangrattato, metterlo sulla superficie del dolce e poi spolverate anche con lo zucchero restante
Infornate per 35° e controllate che abbia un bel colore in superficie

Torta quattro quarti
e' famosissima: il nome deriva dal fatto che ci sono 4 ingredienti nella stessa quantita'

Ingredienti:
farina 240 grammi
zucchero 240 grammi
burro 240 grammi
uova n° 4 (240 grammi)
1 bustina di lievito per dolci

Prendere due terrine: nella prima mettere lo zucchero, rompere le uova e separare gli albumi dai tuorli: i tuorli con lo zucchero e gli albumi nella seconda terrina
Imburrare ed infarinare una pentola da forno
Far sciogliere il burro
Accendere il forno e porlo a 180°
Mettere negli albumi una presa di sale e montarli con la frusta elettrica a neve densa
Sbattere i tuorli con lo zucchero per almeno 2 minuti poi aggiungere la farina con il lievito e il burro, mescolare bene poi aggiungere a cucchiaiate gli albumi montati cercando di non smontarli (si affonda un cucchiaio di legno nell'impasto e si porta sopra gli albumi cercando di farli assorbire dall'impasto)
Se risulta troppo denso aggiungere un cucchiaio di latte (o di liquore a piacere)
Metter nella pentola da forno ed infornare; aprire e controllare dopo 35 minuti
Se pensate che il burro faccia male potete usare meta' burro e meta' latte, ma e' meno buona.

Aggiornamenti di Pasqua

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Crescia di Pasqua

Negli anni della mia infanzia (ma ancora qualcuno segue la tradizione) all'avvicinarsi della Pasqua era un risparmiare le uova per poi fare la crescia di Pasqua in quantita' che dire esagerate e' un eufemismo: se ne facevano 120, 150 uova e servivano poi per essere distribuite a parenti ed amici come regalo di Pasqua. Anche qui ogni famiglia aveva la sua ricetta personale gelosamente custodita; io ve ne propongo una variante abbastanza semplice ma che da' ottimi risultati
La dose che propongo e' per due "cresce" piccole oppure una crescia normale: servono gli appositi stampi o delle teglie alte
La cottura e' fatta nel forno di una normale cucina a gas

Ingredienti:
2 dadi lievito di birra
latte quasi mezzo bicchiere
grana padano o parmigiano grattugiato 100 grammi
uova n° 5
farina 500 grammi
Margarina Vallé  1 cucchiaio colmo + 1/3 di cucchiaio, aggiungete poi quella che serve per ungere molto bene lo stampo o gli stampi piu' piccoli (la margarina deve essere proprio quella indicata)
Olio di semi di girasole (o mais) 1 cucchiaio + 1/2 piu' quello per bagnare le mani e per lo stampo
mezzo cucchiaio di sale
una punta di cucchiaino di pepe bianco macinato
1/2 noce moscata da grattugiare al momento
una punta di cucchiaino di noce moscata gia' macinata

In un pentolino sciogliere il lievito con 1/2 bicchiere d'acqua appena tiepida, aggiungere la margarina, far sciogliere mescolando e unire il latte e l'olio.
A parte mescolare farina, sale, pepe, le noci moscate (quella grattugiata e quella macinata) e il formaggio, poi rompervi le uova, sbatterle ed aggiungere il composto con il lievito.
ungersi le mani con altro olio e lavorare molto bene (almeno 10 minuti) l'impasto che deve risultare parecchio morbido.
Ungere bene il tegame fondo (o i tegami fondi) con margarina e olio, versare l'impasto che deve arrivare ad 1/3 del tegame ed aspettare che lievitando arrivi in cima allo stampo (circa 30 minuti), intanto coprire con un panno e tenere al caldo (ad esempio sopra il forno che intanto si scalda)
Infornare a 180° (prima scaldate il forno a 220°, poi, subito dopo infornato, portate a 180°) e non aprire prima di 1/2 ora, poi controllare se e' asciutta dentro, se si stacca dal tegame ed, eventualmente, reinfornare per farla indorare bene

E' piuttosto laboriosa, ma il risultato vale la fatica

La crescia di Pasqua era la colazione classica del giorno di Pasqua: dopo la messa (la comunione si faceva digiuni) si tornava a casa, si mangiava l'uovo (simbolo della resurrezione) benedetto durante la visita del prete nella benedizione delle case, cotto sodo il venerdi' santo. Prima si doveva mangiare il tuorlo e poi la chiara, tutto senza sale, dicendo nel contempo mentalmente un "Pater noster",  poi si passava alla colazione con una fetta di crescia di Pasqua, un bicchiere di vino ed altre uova sode con il sale; anche a noi bambini toccava un dito di vino con la crescia


L'uovo sodo

L'uovo sodo e' una delle cose piu' difficili da cuocere: se cotto male il tuorlo (avendo presente dello zolfo che col calore dell'ebollizione forma dei solfati) assume una colorazione verdastra ed anche il sapore non e' certo eccezionale e non fa bene alla salute.
Qui indico come cuocere un uovo di buon sapore e con il tuorlo che restera' perfettamente giallo senza contorni verdastri.

Prendere un pentolino dove vi sia abbondante acqua e le uova siano abbondantemente sommerse, aggiungere uun mezzo cucchiaio di sale, e mettere sul fornello a fuoco medio:

quando vedete che si formano le bollicine e l'acqua comincia a fremere bene coprite il pentolino con un coperchio che chiuda bene e spegnete il fuoco.
Aspettate prima di riaprire il pentolino che l'acqua si sia raffreddata

Le uova cotte in questo modo purtroppo hanno un piccolo difetto: sono difficili da sgusciare, pero' vi consoiglio di provarne il sapore.



Uova colorate: (tradizione veneta)
per far contenti i bambini in veneto le uova sode venivano colorate nel seguente modo:

uova rosse
Nell'acqua in cui vengono rassodate mettere alcune bucce secche (quelle esterne) di cipolla rossa

uova verdi
Nell'acqua mettere un pugno di foglie di spinaci

Agnello al forno

Ingredienti:
cosciotto (o spalla) di agnello 1 Kg
menta
rosmarino
salvia
aglio fresco
pepe e sale
olio d'oliva
un bicchiere di vino bianco
fettine di lardo
patate

Tritare menta rosmarino salvia ed aglio, mescolare con sale e pepe e con il composto strofinare moilto bene la carne di agnello.
Mettere la carne in una pirofila sopra alcune fettine di lardo (per non farla attaccare al fondo) e versarvi sopra un filo d'olio.
Aggiungere il bicchiere di vino bianco e infornare a 180° per 1 ora  rigirando dopo 1/2 ora
Intanto sbucciare e tagliare a grossi tocchi delle patate.
Dopo 1 ora aggiungere le patate nella pirofila e rigirarle in modo che si impregnino bene del condimento e cuocere ancora 1/2 ora o finche' le patate sono morbide: controllare la carne: se si abbronza troppo rigirarla oppure coprirla con fettine di lardo

Coratella di agnello

Con il termine coratella si intende le interiora di agnello che vengono vendute assieme: fegato, polmoni, milza, cuore e, talvolta, anche i "budellini"
Questi ultimi in Urbino non sono forniti, ma in alcuni negozi, ad esempio a Fossombrone, si trovano


Ingredienti:
interiora di un agnello
aglio fresco
olio due cucchiai
pepe
sale

Lavare molto bene i budellini, se ci sono, ed annodarli intrecciandoli
lavare bene anche tutte le interiora
tagliare a pezzetti molto piccoli (1 centimetro) i polmoni, il fegato e tutte le interiora eccetto i budellini che vanno lasciati a trecce di circa 5 centimetri
Prendere una larga padella antiaderente, farvi scaldare l'olio e mettervi l'aglio verde a pezzetti, aggiugere poi le interiora di agnello, salare e pepare, quindi porre un coperchio che chiuda bene sulla padella, abbassare il fuoco e far cuocere a fuoco molto basso per 2/3 ore (piu' cuoce piu' e' buono), controllando che vi sia sempre un po' di liquido sul fondo: se si asciuga troppo significa che il fuoco e' troppo alto.
Alla fine, se ancora e' presente del liquido, togliere il coperchio e far asciugare a fuoco vivace.
Servire caldo


Cotolette di agnello

Ingredienti:
cotolette di agnello 2 per commensale
farina
uova (1 ogni 5 cotolette)
pane grattugiato
sale

Disporre le cotolette su un tagliere, batterle leggermente con il batticarne, salarle abbondantemente.
diporre su un piatto piano la farina, su una scodella l'uovo e su un altro piatto piano il pane grattugiato. (per non sporcare farina e pangrattato potete metterli sui piatti ma sopra un foglio di carta da cucina)
Sbattere l'uovo
Prendere una cotoletta, passarle nella farina, tuffarla nell'uovo sbattuto rigirandola perche' si impregni bene  e poi metterla sul pangrattato, riportare del pangrattato anche sopra la cotoletta  e premere bene con il palmo delle mani in modo che aderisca bene. disporre la cotoletta su carta da cucina sopra un vassoio e continuare sino ad esaurimento
Prendere  una padella per friggere, portare dell'olio di arachide a temperatura e friggervi le cotolette a fuoco non troppo alto, ben dorate disporle su un piatto di servizio con spicchietti di limone e servire caldo con un'insalatina fresca

Agnello in padella (brodettato)

Spezzatino di agnello 1 kg
olio
aceto
sale
pepe
1 uovo
succo di 1/2 limone

Mettere in padella un filo d'olio e rosolarvi i pezzi di agnello, salare e pepare ed aggiungere un cucchiaio di aceto; far evaporare poi abbassare il fuoco e far cuocere l'agnello a fuoco lento con un coperchio che chiuda bene la padella. In caso risulti troppo asciutto potete aggiugere un cucchiaio di vino
A fine cottura (ci vorra' circa un'ora) sbattere l'uovo con il succo di limone e versarlo sull'agnello, mescolare velocemente e servire in tavola

Aggiornamenti di Carnevale

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Miaggio

Questa ricetta e’ ormai obsoleta, ma cinquant’anni fa era molto in uso nella nostra zona per carnevale, quando il tempo freddo consigliava di ammazzare il maiale per prepararne le carni.
Il maiale veniva sgozzato (scannato) ed il sangue era recuperato e cucinato in vari modi; una parte veniva messo in bottiglia chiusa ed utilizzato il piu’ presto possibile (un paio d’ore) per questa ricetta, prima che coagulasse
Era inizialmente un piatto povero, ma col passare degli anni e con l’aggiunta di ingradienti, tipo cacao e utilizzando lo zucchero invece di miele divenne quasi un piatto da ricchi
Ingredienti:
1 litro di sangue di maiale
1 litro di latte
300 gr. di zucchero
200 gr. di cacao amaro
1 bicchiere da vino di Alchermes
1 stecca di cannella
Noce moscata: una grattugiata piu’ un pezzo
La buccia di 3 mandarini
La buccia di un arancio

Mescolare tutti gli ingredienti e lasciare insaporire per mezz’ora; passare ad un colino fine o per una garza; mettere in una larga padella in modo da ottenere uno spessore di due dita; cuocere al forno o a bagnomaria; se si utilizza il forno metterlo a 180° e cucinare a forno aperto senza farlo bollire; provare con uno stecchino se e’ cotto: deve restare abbastanza sodo ma ancora cremoso (se si asciuga troppo diventa amaro)

CRESCIOLE

Sono un piatto nazionale per carnevale, si fanno dappertutto e sono conosciute in tutta italia anche se con nomi diversi (chiacchiere, frittole, galani,..)
L’unica cosa da tener presente e’ la temperatura del liquido di frittura che deve essere abbastanza calda da far gonfiare subito le cresciole, ma non tanto da bruciarsi e rovinarne il sapore

Ingredienti (dose per una cinquantina di cresciole)

2 uova
200 gr. Di farina
1 cucchiaino d’olio
1 pizzico di sale
Strutto per friggere (circa 500 gr.)
Zucchero quanto basta
Lo strutto le rende delicatissime, con un tenue odore di farina, e servivano, ai tempi passati, a provare se lo strutto del maiale era riuscito bene; se non trovate lo strutto usate olio di arachide, o comunque un olio di semi che sia insapore

Impastare le uova con la farina, l’olio ed il sale, fare un panetto e lascia riposare una mezz’ora; tirare poi la pasta facendo una sfoglia sottile (come per le tagliatelle).
Tagliare la pasta a rombi o quadrati, come preferite, ma non piu’ grandi della meta’ di una mano perche’ gonfiano molto in cottura.
In una padella far sciogliere abbondante strutto, provare la temperatura con un pezzettino di pasta: se nello strutto il pezzetto di pasta fa tante bollicine la temperatura e’ giusta; regolare il fuoco in modo da mantenere la temperatura costante: ora prendete un paio di ritagli di pasta, tuffateli nella padella, dopo pochi secondi girateli, la pasta deve assumere una leggera tonalita’ avorio, scolateli con un mestolo forato e poneteli in una larga terrina, ricoperta di carta da cucina, tuffate subito altri due ritagli e spolverate subito quelli estratti con un pizzico abbondante di zucchero; riempite man mano la terrina facendo vari strati

 

Veramente questo e' un dolce che a me non piace, quando ero piccolo  si usava metterer del bicarbonato per fare meglio lievitare ed io non riuscivo a sopportare il retrogusto che rimaneva nel dolce; oggi non si usa piu' ma a me e' rimasta l'avversione; comunque se a qualcuno interessa puo' aggiungere un mezzo cucchiaino di bicarbonato (meglio di no)
300 g di farina
3 uova
un cucchiaio di rum
la buccia grattugiata di mezzo limone
  Si sbattono bene le uova con il rum (o cognac) e e la farina, si impasta fino ad ottenere una pasta piuttosto molle, si fanno dei salamini tipo quelli per fare gli gnocchi della lunghezza di 10 cm che si buttano nell'acqua bollente; appena vengono a galla si tolgono e si mettono in forno caldo (200°)
si lasciano cuocere finche' diventano di colore dorato.
Si bagnano con alkermes e si cospargono subito di zucchero in modo che restino ricoperti

 
350 g farina
3 uova
1 bicchierino di liquore
500 g di strutto (od olio per friggere)
 
Impastare bene farina, uova e liquore , l' impasto deve essere sodo come per le tagliatelle, dividere la pasta in bastoncini e tagliarne dei pezzettini grossi come ceci, far scaldare bene lo strutto e buttarvi i gnocchetti di pasta, estrarli non appena sono dorati e scolarli magari su carta da cucina (una volta si usava la "carta paja" che dava il droghiere quando si faceva la spesa e che veniva tenuta accuratamente da parte per scolare i fritti).
metterli in un piatto facendone un mucchio tipo piramide
A parte scaldare del miele, senza farlo bollire; bello caldo versarlo sulla piramide di gnocchetti
A piacere si possono aggiungere dei confettini colorati

A cura di Dino Betti