Il centro storico della città di Urbino è stato riconosciuto patrimonio mondiale dall'UNESCO nel dicembre del 1999.

URBINO


La città posta a 451 m s.l.m. e situata in posizione panoramica sopra un alto colle facente parte della dorsale collinare che divide la vallata del foglia da quella del metauro, Urbino è dei più importanti centri artistici e turistici dell'Italia centrale e conserva tra l'altro, notevoli testimonianze della civiltà rinascimentale.
Nella città abitata fin dalla preistoria, sorse il centro di Urvinum Metaurense, che divenne poi municipio romano.
Assediata e presa nel 538 d. c. da Belisario, durante la guerra gotica, fu poi fortificata ed ingrandita da re Liutprando e compresa in seguito nelle donazioni dei carolingi alla chiesa. Nelle lotte tra guelfi e ghibellini parteggiò per questi ultimi che, però, la privarono della sua autonomia comunale per concederla intorno al 1155 ai Montefeltro, ramo dei Conti di Carpegna.
La storia della città prosegue senza avvenimento di rilievo fino a che non ne divenne signore Federico II da Montefeltro nel 1444.
Questi fu un principe giusto, illuminato, liberale mecenate, capitano valoroso e prudente che per le sue doti guerriere venne nominato duca dal papa Sisto IV nel 1474.
Alla superba Reggia fatta da lui innalzare nel cuore della città accorsero artisti e letterati e la città divenne uno dei centri più fulgidi di bellezza e di sapere di tutto il 400. Gli succedette il figlio Guidobaldo (1482-1508) che sposò Elisabetta Gonzaga.
Non avendo figli propri, Guidobaldo adottò il nipote Francesco Maria della Rovere (1508-1538) che nel periodo 1517-1521 perdette Urbino, che passò al papa Leone X, il quale donò la città al nipote Lorenzo II dei Medici. A Francesco successe il figlio Guidobaldo (1538-1574) che fece rifiorire la corte di Urbino. Suo figlio Francesco Maria II, che fu l'ultimo duca della città, cedette la medesima nel 1626 a Urbano VIII che la spogliò dei suoi tesori.
La città decadde irrimediabilmente, malgrado venisse scelta con Pesaro come sede della legazione cardinalizia.
Occupata dai francesi nel 1797 fece parte della Repubblica romana; nel 1808 tornò a far parte dello Stato Ponteficio, poi dopo altre vicende, ritornò definitivamente a far parte dei territori della chiesa.
L'11 settembre 1860 venne occupata dal generale dello Stato Sabaudo, Cialdini e quindi successivamente annessa ai territori italiani.


Mattino:

Dal Borgo Mercatale (stazione degli autobus), salendo per Via Mazzini già Valbona si giunge in Piazza della Repubblica, in cui vi sono due palazzi fatti costruire dagli Albani; proseguendo Via Vittorio Veneto, l'antico cardo romano, si giunge alla Cattedrale, al Palazzo Ducale e alla Chiesa di San Domenico.
Da qui ci si può spostare verso la Fortezza Albornoz per consumare l'eventuale pranzo al sacco.

Pomeriggio:

Fortezza Albornoz, casa di Raffaello nella via omonima, Chiesa di San Francesco, oratori di San Giuseppe e San Giovanni.
I dintorni di Urbino:
Il turista che intendesse soggiornare per qualche giorno nel nostro territorio potrebbe anche visitare alcune cittadine sedi di rocche e castelli facenti parte dell'antico ducato di Urbino, quali Sassocorvaro, San Leo, Urbania, Mondavio. Inoltre potrebbe fare delle belle passeggiate in ambiente naturale, utilizzando le guide del Centro di Educazione Ambientale Casa delle Vigne.

Percorsi consigliati:

le Cesane, ambiente collinare immediatamente adiacente alla città di Urbino;
il Furlo, interessante ambiente montano in cui il fiume Candigliano ha scavato una profonda gola: qui vive l'aquila reale e vi sono endemismi quali la moeringia papulosa e la leopoldia tenuiflora; e poi monte Nerone, Monte Catria, Alpe della Luna; su queste nostre montagne è ormai accertato che si trovano esemplari di canis lupus (lupo appenninico).

Appuntamenti:
Giugno        - Urbino Jazz
Luglio          - Festival Internazionale di Musica Antica e mostra di strumenti di musica antica
Agosto        - La festa del duca e la Mostra Nazionale Artigianato Artistico
Settembre   - Festa dell'aquilone
Novembre   - Mostra dei prodotti agro-alimentari ed inizio dalla stagione teatrale

Prodotti tipici:
La casciotta o caciotta di Urbino, formaggio da tavola (pecorino), che dal 1996 ha conseguito il marchio denominazione d'origine protetta D.O.P. dalla Comunità Europea;
la crescia sfogliata, sottile sfoglia ottenuta da un impasto a base di uova, latte o acqua e unta con strutto;
la crescia di Pasqua, focaccia dalla forma simile a quella del panettone, risultante da un impasto di farina, lievito di birra, formaggio pecorino e parmigiano grattugiati, uova, olio, strutto, del lardo macinato, sale e pepe appena macinato.
Altri piatti tipici della cucina urbinate sono: cappelletti, ravioli, millefoglie (lasagne), passatini, coniglio in porchetta; trippa alla biccichina.
Piatti meno comuni che risalgono ai tempi del duca Federico e che vengono comunque serviti nei ristoranti locali sono la braciola all'urbinate e il piatto del duca.
Tra i dolci sono da ricordare le castagnole, il ciambellone, le crostate.

Artigianato locale:
Tappeti, stampa a ruggine, lavorazione del ferro battuto, lavorazione a intarsio del legno; ceramica, stampa d'arte, incisioni, restauro del libro, restauro del mobile, riproduzioni delle antiche stelle di Urbino, lampade tipiche della città.

Curiosità del luogo:
Urbino è una antica città rinascimentale che si sviluppa prevalentemente su due colli con la caratteristica forma di una nave; il vecchio insediamento è splendidamente conservato all'interno delle imponenti mura di età rinascimentale. il saliscendi di vie e scalette rende la visita un po' faticosa, ma il turista ne viene ripagato dalla bellezza dei palazzi e dagli scorci del paesaggio circostante.
il materiale da costruzione preponderante è il mattone che assume al tramonto una calda colorazione dorata.
l'elemento climatico più caratteristico è il vento che getta luci ed ombre sulla città e anima con la sua diversa voce, le vie, i vicoli, le piazze e porta odori e profumi diversi da stagione a stagione.

Raccolte e musei di arti minori:
Museo del Gabinetto di fisica, Museo lapidario, Museo Accademia Raffaello, Museo Albani, Orto botanico, Gipsoteca (Museo dei gessi).

Cose da vedere:
La città, pur essendo costruita in collina, ha le strade principali abbastanza ampie e rettilinee, mentre le altre sono in genere tortuose e strette e alcune cordonate e a scalini.
In seguito alla decadenza politica avvenuta alla fine del '500, lo sviluppo urbanistico della città si è arrestato a quel periodo e il barocco ha alterato solo l'interno di qualche chiesa.
Le case ed i palazzi appartengono nella loro maggioranza ai secoli XV-XVI, il che dà un'impronta tipica alla città.
Il materiale generalmente usato nelle costruzioni, salvo che nelle parti ornamentali, è il laterizio (mattoni).
La città è racchiusa dalle mura che sono rafforzate da bastioni poligonali a baluardi con postazioni di artiglieria scoperta; esse sono state fatte iniziare nel 1507 dal duca Francesco Maria della Rovere e vengono considerate uno tra i primissimi esempi in Italia dei nuovi modi di costruire le fortificazioni.
A nord verso la direttrice di Rimini, si è sviluppata a partire dalla metà degli anni '60 la parte moderna della città.
Il palazzo ducale
Iniziato nel 1444, Luciano Laurana, quando nel 1465 fu chiamato a dirigere i lavori, incorporò gli edifici preesistenti in un grandioso ed armonioso complesso, in cui alla tersa nitidezza delle superfici si unisce il dinamismo dei volumi, impostati intorno al mirabile cortile con una irregolarità favorita dalla conformazione del terreno. Nel Palazzo ha sede la ricchissima Galleria Nazionale delle Marche (dipinti di Paolo Uccello, Piero della Francesca, Raffaello, etc.).
La Cattedrale
Di fronte al Palazzo Ducale sorge la Cattedrale con la sua imponente scalinata e la facciata settecentesca. L'attuale Duomo venne innalzato verso la fine del 1700, in quanto la precedente costruzione era stata gravemente lesionata dal terremoto. L'interno è a tre navate con volte a botte; la cupola presenta otto finestroni alternati a colonne ioniche binate, mentre l'imbotte è a cassettoni con rosoni a stucco. Il Duomo è discretamente ricco di dipinti pregevoli, quali due opere di Federico Barocci, una tela del Ridolfi e una del Viviani.
La Cappella del Sacramento ha un pregevole cancello in ferro battuto del XV secolo e al suo interno vi è L'ultima cena, dipinta dal Barocci. Di fianco alla cattedrale è posto l'Oratorio della Grotta. La porta d'ingresso è inquadrata da un bugnato rustico in travertino. Al suo interno vi sono alcune cappelle, la più importante delle quali è quella detta della Resurrezione o della Pietà: nella parete di destra vi è la Pietà scolpita da Giovanni Bandini.
Chiesa di San Domenico
Costruita nel XIV secolo, all'inizio della via omonima, la chiesa presenta una facciata in laterizio con protiro quattrocentesco, che si allarga a quinta. Il protiro è abbellito dal gruppo in terracotta realizzato da Luca della Robbia (XV sec.): l'interno, purtroppo è stato completamente rimaneggiato nel Settecento. Nell'opera di risistemazione sono andati quasi completamente perduti gli affreschi che dovevano ricoprire le pareti della chiesa quattrocentesca.
Casa di Raffaello
La casa del pittore urbinate Raffaello Sanzio che nacque nell'aprile del 1483 da Giovanni Santi e da Magia Ciarla, si trova all'inizio della via omonima. La facciata si presenta con andamento leggermente convesso ed è realizzata in mattoncini: in essa spiccano il portale in pietra del Furlo e le otto finestre in pietra locale disposte su due ordini. Caratteristiche sono le due finestre addossate al portale, per dare luce al vano d'ingresso.
Dall'atrio si può accedere alla bottega che fu di Giovanni Santi, pittore di una certa fama, che insegnò i primi rudimenti dell'arte pittorica al figlio, ma ne venne ben presto superato. All'interno della bottega vi è una elegante scala a chiocciola che dà accesso ad un ballatoio. Sempre al pianterreno vi è un piccolo cortile con un pozzo, un bel lavabo e la pietra per macinare i colori. Al piano superiore della casa spicca la sala grande che colpisce per il suo soffitto a cassettoni dipinti; le danno luce due eleganti finestre con sedile urbinate e l'adorna un bel camino cinquecentesco. l'arredo è realizzato con mobili di varie epoche. All'interno della casa vi sono opere di diversi pittori e un affresco Madonna col bambino dipinto da Raffaello; quest'ultimo che si trovava originariamente nella sala grande, è stato poi trasferito nella stanza natale di Raffaello.
Nella città ducale ci sono solo due opere di Raffaello: La muta o Ritratto di gentildonna e Santa Caterina d'Alessandria, nel Palazzo Ducale.
Oratorio di San Giuseppe
Ebbe origine nel cinquecento. Al suo interno vi è un bel presepio in terracotta, opera del Brandani.
Oratorio di San Giovanni
Risale al XIV secolo. L'interno della chiesa conserva sulle pareti gli splendidi affreschi dei fratelli Lorenzo e Jacopo Salimbeni.
Chiesa di San Francesco
La chiesa fu edificata nel XIV secolo e quindi ha fattezze romano-gotiche. Originariamente a due navate, venne poi ampliata. All'esterno sono ammirabili il bel campanile gotico e il nartece; all'interno vi è la settecentesca Cappella del S:Sacramento. Dietro l'altare maggiore vi è un bel coro ligneo, opera pregevole di Giuseppe Tosi. In fondo all'abside vi è una tela del Barocci.
Fortezza Albornoz
Questa costruzione, situata nella parte più alta del colle del monte (m.474), venne costruita nel XIV secolo. L'edificio in laterizio ha forma rettangolare e presenta due torri semicircolari tronche all'altezza del parapetto della grande terrazza superiore. Dal portone si accede all'interno tramite due rampe di mattoni a gradinate a due corsie. Dal terrazzo superiore si domina la città e il paesaggio collinare e montano circostante.

Come si raggiunge Urbino:
-in auto
da nord, autostrada a14 Bologna-Canosa, uscita al casello di Pesaro e poi strada S.S. 423 - Km 32;
da sud, uscita al casello di Fano, poi superstrada SS 3 Flaminia - km. 45;
-in treno
da nord fino a Pesaro, da Sud fino a Fano e poi autobus di linea Soget o Bucci.

Recapiti telefonici: Ente del Turismo, Via San Domenico, tel. 0722-2788/2613.